Come tingere e trattare i capelli del patch cutaneo

Per molte persone il colore dei capelli non è un dettaglio. È parte dell’identità. C’è chi lo cambia ogni stagione, chi mantiene lo stesso tono da anni, chi fa il balayage due volte l’anno e chi non rinuncerebbe mai alla copertura dei capelli bianchi.

Quando si inizia a valutare il patchcutaneo®, una delle prime preoccupazioni è questa: dovrò rinunciare ai miei trattamenti coloranti? Potrò continuare a fare quello che facevo prima dal parrucchiere?

La risposta è sì. Ma come funziona nella pratica, e cosa bisogna sapere per ottenere risultati coerenti nel tempo, merita una spiegazione più dettagliata.

Indice:

La natura dei capelli nel patch

Capelli europei naturali non trattati

Il patchcutaneo® viene realizzato con capelli europei naturali non trattati. Questa caratteristica è determinante quando si parla di colorazione: un capello naturale non trattato risponde ai prodotti chimici esattamente come un capello vergine. Assorbe il colore, si decolora, si tratta con cheratina, si piega con la permanente.

Non ci sono limitazioni tecniche imposte dal materiale. I capelli del patch sono capelli veri, e come tutti i capelli veri possono essere trattati con qualsiasi prodotto o tecnica disponibile in un salone professionale.

Questo è uno dei vantaggi concreti che distingue il patchcutaneo® da soluzioni che utilizzano capelli sintetici o capelli pre-trattati industrialmente, su cui molti trattamenti chimici non funzionano o danneggiano il materiale in modo irreversibile.

Il punto di partenza: la selezione del colore

Quando si progetta il patch, uno degli elementi fondamentali è la selezione dei capelli per colore e texture. I capelli vengono scelti per abbinarsi il più possibile a quelli naturali della persona, in modo che l’integrazione sia immediata e naturale.

Se al momento della progettazione i capelli naturali sono colorati, il riferimento per la selezione è quel colore. Se i capelli sono naturali e grigi, si selezionano capelli con quella gradazione. Se c’è un balayage, si cerca di avvicinare il più possibile le sfumature.

Questo punto di partenza è importante perché da lì in poi i capelli del patch e quelli naturali devono essere mantenuti in coerenza cromatica nel tempo.

La tinta sul patch

Come si fa

La colorazione dei capelli del patch si esegue esattamente come si esegue sui capelli naturali. Il parrucchiere applica il colore, rispetta i tempi di posa, sciacqua. Non ci sono procedure speciali o prodotti dedicati.

L’unica accortezza riguarda la base: è preferibile evitare che i prodotti coloranti vengano applicati direttamente sulla cute e sulla base del patch in modo prolungato. Non perché causino danni immediati, ma perché l’esposizione ripetuta di prodotti chimici sulla base può accelerarne l’usura nel tempo.

Un parrucchiere esperto che conosce il sistema sa già come gestire questo aspetto. Per chi si colora i capelli per la prima volta con il patch, è utile informare il parrucchiere prima di iniziare.

La coerenza nel tempo

Qui sta il punto più delicato della gestione del colore con il patch. I capelli naturali crescono, e con la crescita il colore si sposta: le radici emergono, il tono cambia, il balayage si allontana dalla zona di applicazione.

I capelli del patch non crescono. Rimangono con il colore che hanno fino alla manutenzione o alla sostituzione. Questo significa che se si tinge regolarmente i capelli naturali, bisogna ricordarsi di applicare lo stesso trattamento anche ai capelli del patch per mantenere la coerenza cromatica.

Non è complicato, ma richiede una pianificazione. La colorazione del patch si fa insieme a quella dei capelli naturali, nello stesso appuntamento dal parrucchiere. Non c’è motivo di separarle.

Il balayage e le tecniche di schiariture

Compatibilità

Il balayage, le meches, le schiariture parziali: tutte le tecniche che lavorano su zone specifiche del capello sono compatibili con il patch. I capelli del patch rispondono alla decolorazione e alle schiariture come qualsiasi capello naturale.

La variabile da gestire è la coerenza visiva tra i capelli del patch e quelli naturali dopo il trattamento. Un balayage ben eseguito su entrambi crea un risultato armonioso. Un balayage fatto solo sui capelli naturali e ignorato sul patch crea una discontinuità che può diventare visibile nel tempo.

La decolorazione

I capelli del patch tollerano la decolorazione, ma come tutti i capelli naturali reagiscono diversamente in base alla loro storia. Capelli del patch già trattati con tinta in precedenza si comportano come capelli naturali già colorati: più porosi, con un assorbimento diverso rispetto al capello vergine.

Per chi parte da zero con il patch e vuole schiarirlo significativamente, il risultato è prevedibile e gestibile. Per chi ha già fatto più trattamenti sui capelli del patch, è utile valutare con il parrucchiere lo stato del capello prima di procedere con una decolorazione intensa.

La cheratina e i trattamenti liscianti

Funzionano

I trattamenti a base di cheratina, i lisciamenti brasiliani, i trattamenti ristrutturanti: sono tutti compatibili con i capelli del patch. Non c’è nulla nella composizione del sistema che li renda incompatibili.

L’accortezza, anche qui, riguarda la base: i trattamenti liscianti vengono applicati con calore elevato attraverso la piastra, e come spiegato in altri contesti il calore prolungato sulla base è una variabile da gestire con attenzione. Un professionista esperto sa come lavorare sulle lunghezze evitando di insistere troppo sulla zona di attacco.

La permanente

La permanente è tecnicamente possibile sui capelli del patch, ma è probabilmente il trattamento che richiede la maggiore attenzione. Le soluzioni chimiche utilizzate nella permanente sono aggressive, e su capelli già trattati in precedenza il rischio di danno è più alto.

Se si vuole fare una permanente con il patch, è utile farlo sapere fin dal patchtest per pianificare la gestione nel tempo, e affidarsi a un parrucchiere che conosca il sistema e sappia come procedere in modo sicuro.

Il parrucchiere come alleato

Informarlo è il primo passo

Il parrucchiere che segue il colore è una figura centrale nella gestione del patch nel tempo. Non deve essere un esperto del sistema, ma deve sapere che quel sistema esiste e come lavorarci sopra.

E’ importante approfondire se si può tagliare il patch cutaneo dal parrucchiere per capire il rapporto tra il patch e il lavoro del parrucchiere in modo più ampio. Quello che vale anche per il colore è il principio di base: un parrucchiere informato lavora meglio di uno che scopre il sistema mentre lo sta trattando.

La coerenza è il risultato finale

Il colore dei capelli è uno degli elementi che più contribuisce alla naturalezza del risultato complessivo. Un patch con un colore coerente con i capelli naturali è invisibile. Un patch con un colore che si è allontanato da quello dei capelli naturali nel tempo inizia a creare discontinuità che non hanno nulla a che vedere con la qualità del sistema, ma solo con la gestione del colore.

Mantenere quella coerenza nel tempo non richiede sforzi particolari. Richiede di includere i capelli del patch nella stessa routine di cura cromatica che si applica ai capelli naturali. Niente di più, niente di meno.

Se desideri un quadro completo di come il patchcutaneo® si integra nella vita quotidiana sotto tutti gli aspetti pratici, e di come la manutenzione periodica tiene insieme tutti questi elementi nel tempo, contattaci per avere tutte le informazioni necessarie e una consulenza dedicata.

Fabrizio Labanti
Autore
Fabrizio Labanti
Fabrizio Labanti è un innovatore nel settore tricologico, inventore del patchcutaneo® e hair designer con oltre vent'anni di esperienza. Autore del libro "Quel maledetto nemico chiamato Calvizie", Fabrizio affronta con approccio empatico e innovativo il tema della calvizie, dimostrando che è possibile superarla con dignità e sicurezza.