Il patchtest capelli: come funziona e cosa succede durante la consulenza

C’è un momento preciso in cui il patchcutaneo® smette di essere un’idea astratta e diventa qualcosa di concreto. Quel momento è il patchtest.

Non è un appuntamento commerciale. Non è una presentazione di vendita. È una consulenza tecnica in cui si valuta la situazione specifica di quella persona, si capisce se e come il patchcutaneo® può rispondere alle sue esigenze, e si costruisce il progetto da cui dipenderà tutto il risultato finale.

Molte persone arrivano al patchtest con una certa apprensione. Non sanno esattamente cosa aspettarsi, non sanno se verranno giudicate, non sanno se usciranno con risposte chiare o con altra confusione. Quello che voglio fare qui è togliere quella apprensione prima ancora di arrivare all’appuntamento.

Indice:

Prima di arrivare

Cosa portare

Non serve portare documentazione medica, esami del sangue o certificati. Non serve prepararsi in modo particolare. L’unica cosa che conta è arrivare con i capelli puliti, così che sia possibile valutare correttamente il cuoio capelluto e la texture dei capelli naturali.

Se si hanno foto di come si era in passato, di acconciature o stili che si vorrebbero ritrovare, portarle può essere utile. Non sono necessarie, ma aiutano a comunicare meglio le aspettative estetiche.

Le domande da preparare

Il patchtest dura circa due ore. È tempo sufficiente per rispondere a tutte le domande che si hanno, ma è utile averle in testa prima di arrivare invece di ricordarle solo sulla strada del ritorno.

Le domande più utili da portare riguardano lo stile di vita: sport che si pratica, abitudini di acconciatura, uso di strumenti termici, frequenza dei lavaggi, se si va spesso in piscina o al mare. Sono informazioni che influenzano la progettazione del sistema e che è meglio condividere subito piuttosto che scoprirne l’importanza dopo.

Come si svolge la consulenza

L’anamnesi

La prima parte della consulenza è una conversazione. Non un interrogatorio, una conversazione. Si parla della situazione dei capelli: da quanto tempo si sta perdendo densità, se c’è una storia familiare di alopecia, se sono stati provati altri trattamenti in passato e con quali risultati, se ci sono condizioni del cuoio capelluto che si sa già di avere.

Si parla anche dello stile di vita, delle aspettative, di cosa si vuole ottenere. Non è una fase burocratica: è la fase in cui si costruisce la comprensione della persona che si ha davanti. Un progetto fatto senza questa comprensione è un progetto fatto alla cieca.

La valutazione del cuoio capelluto

Dopo la conversazione iniziale si passa alla valutazione diretta. Il cuoio capelluto viene osservato da vicino, spesso con strumenti specifici, per valutare lo stato dei follicoli, la distribuzione del diradamento, la presenza di eventuali condizioni che potrebbero influenzare l’applicazione.

Come spiegato nell’articolo sulla salute del cuoio capelluto, questa valutazione è fondamentale. Un cuoio capelluto con infiammazione attiva, con patologie in corso o con condizioni specifiche richiede una gestione diversa rispetto a uno in salute. Meglio saperlo prima che dopo.

Il rilievo del calco

Questa è la parte tecnica centrale del patchtest. Si prende il calco della testa: una misurazione precisa della zona da trattare, della forma del cuoio capelluto in quella zona, della direzione naturale dei capelli, della posizione della linea frontale.

Il calco è il punto di partenza per la costruzione della base del patch. Ogni base è diversa dall’altra perché ogni testa è diversa dall’altra. Non si sceglie una misura standard da un catalogo: si costruisce qualcosa che esiste solo per quella persona.

Questa fase richiede precisione e tempo. È uno dei motivi per cui il patchtest dura due ore e non trenta minuti.

La selezione dei capelli

Parallelamente al rilievo del calco si lavora sulla selezione dei capelli. Colore, texture, spessore del fusto, grado di ondulazione: tutti questi elementi vengono confrontati con i capelli naturali della persona per trovare la corrispondenza più vicina possibile.

Come discusso nell’articolo su patch cutaneo capelli veri o sintetici, i capelli del patchcutaneo® sono europei naturali non trattati. La selezione avviene tra campioni reali, non tra schede colore teoriche. La differenza tra un capello selezionato bene e uno selezionato approssimativamente si vede nel risultato finale.

La definizione del progetto

Con tutte queste informazioni in mano si definisce il progetto: l’area di intervento, la lunghezza dei capelli, la densità, lo stile. Si discutono le aspettative e si calibrano in modo realistico rispetto a quello che è tecnicamente possibile ottenere.

È il momento in cui si fanno le domande più specifiche: potrò raccogliere i capelli? Posso continuare a usare la piastra? Come gestisco il lavaggio quotidiano? Per molte di queste domande esistono già articoli dedicati, come quello su come si lava il patch cutaneo o quello su si può dormire con il patch cutaneo, ma durante il patchtest si possono approfondire nella propria situazione specifica.

Il preventivo

Perché non esiste un prezzo standard

Al termine della consulenza si riceve un preventivo. Non prima, perché il preventivo dipende da quello che è emerso durante la consulenza: la superficie da trattare, la lunghezza dei capelli, la complessità del progetto.

Come spiegato nell’articolo su quanto costa il patch cutaneo, non esiste un listino fisso perché non esiste un patch standard. Ogni progetto ha un costo che dipende dalle sue caratteristiche specifiche. Il preventivo che si riceve al patchtest è quello reale, basato sulla propria situazione, non una stima approssimativa.

Nessun obbligo

Il patchtest non obbliga a nulla. Si esce con un progetto definito e un preventivo in mano, e si ha tutto il tempo per pensarci. Non c’è pressione a decidere sul momento, non c’è una promozione che scade se non si firma entro la fine della giornata.

La decisione è personale e va presa con la testa libera.

Cosa si porta a casa

Al termine del patchtest si portano a casa alcune cose concrete. Un progetto preciso di quello che verrà costruito. Un preventivo chiaro su costi e tempistiche. Le risposte alle domande che si aveva in testa. E una comprensione molto più nitida di quello che il patchcutaneo® può fare per la propria situazione specifica.

Per molte persone il patchtest è il momento in cui la decisione diventa chiara, in un senso o nell’altro. Chi decide di procedere ha tutto quello che serve per farlo con consapevolezza. Chi decide di aspettare o di non procedere ha comunque guadagnato una valutazione professionale della propria situazione che vale indipendentemente dalla scelta finale.

Non è un appuntamento da temere. È un appuntamento da cui si esce con più chiarezza di quanta se ne aveva all’inizio.

Fabrizio Labanti
Autore
Fabrizio Labanti
Fabrizio Labanti è un innovatore nel settore tricologico, inventore del patchcutaneo® e hair designer con oltre vent'anni di esperienza. Autore del libro "Quel maledetto nemico chiamato Calvizie", Fabrizio affronta con approccio empatico e innovativo il tema della calvizie, dimostrando che è possibile superarla con dignità e sicurezza.