Come risolvere la stempiatura dei capelli

Risolvere la stempiatura non significa necessariamente farla sparire. Significa trovare la soluzione più adatta alla propria situazione, che può essere un trattamento medico, un intervento chirurgico o una soluzione non chirurgica. Dipende da quanto è avanzata la perdita, da quanto tempo si ha per vedere i risultati e da quanto si è disposti a investire, sia economicamente che in termini di aspettative.

Come risolvere la stempiatura dei capelli

Indice:

Prima di tutto: capire che tipo di stempiatura si ha

Non tutte le stempiature sono uguali e non si risolvono tutte nello stesso modo. La distinzione più importante è tra una stempiatura causata da fattori temporanei e una causata dall’alopecia androgenetica.

Le cause temporanee includono lo stress intenso e prolungato, le carenze nutrizionali, alcuni farmaci, squilibri ormonali come quelli che si verificano dopo il parto o durante la menopausa. In questi casi le tempie tendono a rarefarsi insieme al resto della chioma e, una volta risolta la causa, i capelli spesso tornano da soli.

L’alopecia androgenetica è diversa. È genetica, progressiva e non si inverte spontaneamente. I follicoli nelle zone temporali sono geneticamente programmati per miniaturizzarsi in risposta agli androgeni, e senza un intervento attivo continuano a farlo nel tempo. È la causa della maggior parte delle stempiature negli uomini adulti, ma riguarda anche molte donne, spesso con un pattern di perdita diverso.

Capire con quale delle due situazioni si ha a che fare è il primo passo. Un medico dermatologo o un tricologo può fare questa valutazione, spesso con un semplice esame del cuoio capelluto o una tricoscopia.

Soluzione 1: i farmaci

Per l’alopecia androgenetica esistono due farmaci con efficacia documentata e approvazione regolatoria: il minoxidil e la finasteride.

Il minoxidil agisce stimolando i follicoli ancora attivi e prolungando la fase di crescita del capello. Esiste in formulazione topica, da applicare direttamente sul cuoio capelluto, e in formulazione orale a basso dosaggio. Non fa ricrescere capelli dove i follicoli sono completamente inattivi, ma può rallentare la progressione della stempiatura e in alcuni casi recuperare parzialmente le zone di confine dove i follicoli sono ancora miniaturizzati ma non ancora persi. Richiede un uso continuativo: se si smette, i capelli recuperati si perdono di nuovo.

La finasteride riduce i livelli di DHT, l’ormone che causa la miniaturizzazione dei follicoli. È efficace soprattutto nel bloccare la progressione della perdita e nel mantenere i capelli nelle zone ancora coperte. Viene assunta per via orale e richiede almeno 6-12 mesi prima di poter valutare i risultati. Ha effetti collaterali documentati che richiedono una discussione con il medico prima di iniziare.

Nessuno dei due farmaci è una soluzione definitiva e nessuno funziona allo stesso modo su tutte le persone. I risultati variano molto e la valutazione medica preliminare è essenziale per capire se e quale trattamento ha senso provare in base alla situazione specifica.

Soluzione 2: le terapie complementari

Accanto ai farmaci, negli ultimi anni si sono affermate alcune terapie complementari che vengono proposte per contrastare la stempiatura. Le più diffuse sono il PRP e la terapia laser a bassa intensità.

Il PRP, Plasma Ricco di Piastrine, prevede il prelievo di sangue del paziente, la separazione delle piastrine tramite centrifugazione e la reiniezione nel cuoio capelluto. Le piastrine rilasciano fattori di crescita che possono stimolare i follicoli ancora attivi. Le prove scientifiche esistono ma sono ancora limitate, e i risultati variano notevolmente da persona a persona. Non è una soluzione stand-alone per la stempiatura avanzata, ma può essere utile in combinazione con i farmaci nelle fasi iniziali.

La terapia laser a bassa intensità agisce stimolando il metabolismo cellulare dei follicoli. Disponibile in centri specializzati o in dispositivi domestici, mostra risultati modesti nelle fasi iniziali della perdita. Non produce effetti significativi sulle zone già completamente prive di capelli.

Nessuna di queste terapie risolve una stempiatura già avanzata. Sono strumenti di supporto, non di soluzione.

Soluzione 3: il trapianto di capelli

Il trapianto è l’intervento che può effettivamente riportare capelli in una zona dove non crescono più. I follicoli vengono prelevati dalla zona donatrice, tipicamente la parte posteriore e laterale del cranio dove i capelli sono resistenti agli androgeni, e reimpiantati nelle zone temporali.

I risultati di un trapianto ben eseguito sulla stempiatura possono essere molto buoni, ma ci sono aspetti che è importante conoscere prima di decidere. I capelli trapiantati crescono lentamente: i risultati definitivi si vedono dopo 12-18 mesi dall’intervento. Non tutti i follicoli attecchiscono. Il trapianto non ferma la progressione della perdita nelle aree non trattate, il che significa che chi ha una calvizie progressiva potrebbe dover affrontare ulteriori perdite nelle zone circostanti nel tempo.

Esistono anche controindicazioni al trapianto di capelli che possono renderlo non indicato per alcune persone, in particolare chi ha un’area donatrice insufficiente o condizioni mediche specifiche. E ci sono rischi e complicazioni che, anche nelle mani di un buon chirurgo, non si possono escludere completamente.

Chi vuole confrontare il trapianto con le soluzioni non chirurgiche può leggere la guida sulle alternative al trapianto di capelli per avere una visione completa delle opzioni disponibili.

Soluzione 4: il patchcutaneo®

Il patchcutaneo® è una soluzione non chirurgica che affronta la stempiatura in modo radicalmente diverso dai trattamenti medici o dal trapianto. Non stimola la ricrescita dei capelli esistenti e non richiede nessun intervento sulla pelle. Invece, copre l’area di stempiatura con un dispositivo costruito su misura, realizzato con capelli naturali europei, che si integra con i capelli esistenti in modo visivamente indistinguibile.

Il risultato è immediato, dal primo giorno di applicazione. Non si aspettano mesi per vedere qualcosa: si entra nel centro con la stempiatura e si esce con una chioma completa. È reversibile, non invasivo e non richiede nessun periodo di recupero.

La differenza rispetto al trapianto non è solo tecnica. Con il patchcutaneo® il risultato è certo e visibile subito. Con il trapianto si investe tempo, denaro e si sopporta un periodo post-operatorio senza sapere esattamente come andrà a finire. Per una comparazione dettagliata dei due percorsi, l’articolo sulla differenza tra trapianto e patchcutaneo® analizza ogni aspetto in modo specifico.

Come scegliere tra le opzioni

La scelta dipende da alcune variabili concrete che vale la pena considerare in modo esplicito.

Quanto è avanzata la stempiatura? Se è in una fase iniziale con follicoli ancora attivi, un trattamento farmacologico ha senso provarci. Se le zone temporali sono completamente prive di capelli da anni, i farmaci non produrranno ricrescita in quelle aree.

Quanto tempo si ha per vedere i risultati? Se si vuole un cambiamento visibile in tempi brevi, né i farmaci né il trapianto sono la risposta giusta. Il patchcutaneo® è l’unica soluzione che offre un risultato immediato.

Si è disposti a fare un intervento chirurgico? Il trapianto comporta anestesia locale, un periodo post-operatorio e una fase di attesa lunga. Non tutti sono disposti o in grado di affrontarlo.

Qual è il budget disponibile? Il trapianto ha un costo elevato e concentrato. Il patchcutaneo® ha un costo di ingresso inferiore ma una spesa ricorrente legata alla manutenzione periodica. I farmaci hanno un costo mensile continuativo senza fine.

Non esiste una risposta giusta in assoluto. Esiste la risposta più giusta per quella persona, in quella fase della perdita, con quelle priorità.

Il ruolo del taglio di capelli

Prima di arrivare a qualsiasi trattamento, vale la pena considerare anche il ruolo del taglio. Una stempiatura nelle fasi iniziali può essere gestita visivamente con tagli che valorizzano la forma del cranio e riducono il contrasto tra le zone con capelli e le zone senza.

I tagli scalati ai lati, il fade, oppure al contrario una lunghezza uniforme corta su tutta la testa, sono scelte che molti uomini fanno per convivere con la stempiatura senza necessariamente intervenire in modo più radicale. Non è una soluzione definitiva, ma in certi casi è l’approccio più pratico mentre si valutano le altre opzioni.

FAQ

La stempiatura si può risolvere definitivamente? 

Dipende dalla causa. Le stempiature da cause temporanee spesso si risolvono da sole una volta eliminata la causa. Quelle da alopecia androgenetica non si invertono spontaneamente: si può rallentare la progressione con i farmaci, si possono riportare capelli con il trapianto o si può coprire l’area con una soluzione come il patchcutaneo®. Non esiste una cura definitiva nel senso di una pillola che risolva il problema per sempre.

Qual è la soluzione più veloce per la stempiatura? 

Il patchcutaneo® è l’unica soluzione che offre un risultato visibile dal primo giorno. Il trapianto richiede 12-18 mesi. I farmaci richiedono 6-12 mesi e non sempre producono risultati nelle zone temporali già avanzate.

A che stadio di stempiatura vale la pena iniziare a trattarla? 

Prima si inizia, più opzioni ci sono. I trattamenti farmacologici funzionano meglio nelle fasi iniziali, quando i follicoli sono ancora attivi. Aspettare che la stempiatura avanzi riduce l’efficacia dei farmaci e aumenta il numero di follicoli necessari per un eventuale trapianto.

La stempiatura colpisce anche le donne? 

Sì, anche se con un pattern diverso. Nelle donne la perdita tende a essere più diffusa e a coinvolgere il volume generale della chioma piuttosto che le tempie in modo isolato. L’articolo sulla caduta dei capelli nelle donne spiega le differenze tra la perdita femminile e quella maschile e le cause più comuni.

Il minoxidil funziona sulla stempiatura? 

Il minoxidil può essere efficace nel rallentare la progressione della stempiatura e nel recuperare parzialmente le zone di confine dove i follicoli sono ancora attivi. Non funziona sulle zone completamente calve da molto tempo. Richiede un uso continuativo e i risultati si valutano dopo 6-12 mesi.

Cosa fare se il trapianto non ha dato i risultati attesi? 

Se il trapianto non ha prodotto i risultati sperati, le opzioni variano a seconda della causa. In alcuni casi si valuta un secondo intervento. In altri, soprattutto quando l’area donatrice è limitata, si considera una soluzione non chirurgica come il patchcutaneo®, che può coprire le zone in cui il trapianto non ha attecchito correttamente. L’articolo sul trapianto di capelli fallito analizza questa situazione in modo specifico.

Fabrizio Labanti
Autore
Fabrizio Labanti
Fabrizio Labanti è un innovatore nel settore tricologico, inventore del patchcutaneo® e hair designer con oltre vent'anni di esperienza. Autore del libro "Quel maledetto nemico chiamato Calvizie", Fabrizio affronta con approccio empatico e innovativo il tema della calvizie, dimostrando che è possibile superarla con dignità e sicurezza.